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14 Dic 2018

100 intellettuali provenienti da tutto il mondo, tra cui Vandana Shiva, Noam Chomsky, Naomi Klein, Chris Packham, Lily Cole, Bill McKibben, il Dottor Rowan Williams e Bill Ripple di Scientists Warning hanno firmato una lettera aperta in cui si invitano tutti i cittadini a prendere posizione ed unirsi contro l’inazione e l’indifferenza dei governi verso la crisi ecologica e climatica.

Scritta e ideata dalla Dott.ssa Alison Green, il Dott. Richard House ed il Dott. Rupert Read, tutti rappresentanti della campagna Extinction Rebellion, la lettera è stata pubblicata simultaneamente in tutto il mondo il 10 Dicembre da testate quali The Guardian (UK), South China Morning Post (Hong Kong), Taipei Times (Taiwan), O Pais (Mozambique), Aftenposten (Norway) e Al Wihda (Chad).

La pubblicazione della lettera ha coinciso con il COP24, il Summit sul clima delle Nazioni Unite, svoltosi in Polonia; il primo Summit che segue la pubblicazione del report dell’IPCC -pubblicato in Ottobre, che raccomandava il mantenimento del limite massimo dell’aumento delle temperature a 1.5 gradi centigradi. Durante la cerimonia di apertura del Summit, David Attenborough, il noto divulgatore scientifico e naturalista britannico, ha dichiarato: “quello cui stiamo assistendo oggi è un disastro di scala globale, innescato per mano umana. È la minaccia più grande che si sia presentata all’uomo nelle ultime migliaia di anni. Si tratta del cambiamento climatico. Se non agiamo ora, la fine della nostra civiltà e l’estinzione di buona parte del mondo naturale così come lo conosciamo è dietro l’angolo”.

Di seguito il testo integrale della lettera:

Nel complesso ed interconnesso ecosistema globale, sempre più forme di vita stanno pian piano scomparendo, così come è in corso un’accelerazione dell’estinzione delle specie. La crisi climatica sta peggiorando molto più velocemente di quanto previsto. Circa 200 specie si estinguono ogni giorno. Questa situazione drammatica deve essere fermata.

I leader mondiali si sono rivelati incapaci di affrontare la crisi ambientale e climatica. Se il capitalismo globale guidato dalle grandi aziende continua ad essere il principio ispiratore dell’economia internazionale, la catastrofe ambientale è inevitabile.

L’indifferenza e l’inazione dei governi del Regno Unito, degli Stati Uniti, di Australia, Brasile, Africa, Asia, etc. sono manifestazioni della medesima paralisi politica, che aggira ed ignora la grave responsabilità dell’umanità nella salvaguardia e gestione del pianeta.

È fondamentale che le organizzazioni politiche internazionali e i governi nazionali mettano immediatamente la questione dell’emergenza climatica al primo posto nelle proprie agende politiche, elaborando con urgenza misure globali per affrontarla. Le nazioni più ricche devono assumersi il compito di sostenere economicamente programmi esaustivi di salvaguardia ambientale nei paesi più poveri, per compensare questi ultimi dei i danni causati dalla crescita economica sregolata, che stanno subendo le conseguenze dell’imperialismo estrattivista delle nazioni economicamente più avvantaggiate.

Di fronte agli effetti devastanti di manifestazioni climatiche estreme che già sono arrivato a colpire la produzione alimentare, pretendiamo che i governi agiscano immediatamente per prevenire potenziali scenari di carestia e crisi alimentare, investendo con urgenza in programmi che vadano direzione di una transizione agroecologica e di sistemi agroalimentare in grado di resistere ai cambiamenti climatici. Pretendiamo inoltre che si tenga un vertice d’emergenza per salvare la calotta polare artica e per rallentare la perdita dei raccolti dovuta ai crescenti fenomeni climatici estremi.

Invitiamo inoltre tutti i cittadini del pianeta ad attivarsi ed organizzarsi contro l’inazione delle istituzioni, ciascuno nel proprio contesto locale, includendo anche le rivendicazioni delle popolazioni indigene, la difesa dei loro diritti, la decolonizzazione ed la giustizia riparatoria, e di unirsi al movimento globale che si sta ribellando contro l’estinzione (es. Extinction Rebellion nel Regno Unito).

È necessario agire collettivamente, mettere in campo ogni risorsa necessaria, in maniera non violenta, per convincere le classi politiche e l’industria ad abbandonare il loro atteggiamento di indifferenza e negazione. Il loro “business as usual” non è più un’opzione contemplabile. I cittadini di tutto il mondo non sopporteranno più questo totale diniego della responsabilità delle azioni umane nei confronti del pianeta e delle future generazioni.

Ognuno di noi, specialmente nei paesi più sviluppati, deve impegnarsi ed accettare di vivere in maniera più frugale, di consumare meno, di sostenere non solo i diritti degli esseri umani ma anche accettare le proprie responsabilità nei confronti della terra in cui viviamo.

Elenco firmatari:

Dr Vandana Shiva Delhi, India

Naomi Klein Autore

Noam Chomsky Laureate professor, Università dell'Arizona, Institute Professor (emerito) MIT, USA

Prof AC Grayling Master del New College of the Humanities, Londra, Regno Unito.

Philip Pullman Regno Unito

Dr Rowan Williams UK

Bill McKibben Founder, 350.org, Brooklyn, New York, USA.

Tiokasin Ghosthorse (nazione Lakota), New York, NY, USA

Esther Stanford-Xosei Convenor-Generale, Stop the Maangamizi: Carichiamo la campagna sul genocidio/ecocidio (SMWeCGEC), Londra, Regno Unito.

Sir Jonathan Porritt Firma a titolo personale, Regno Unito

Dr Alison Green Pro Vice-Cancelliere (Accademico), Università di Arden, Direttore Nazionale (Regno Unito) http://www.scientistswarning.org/, Regno Unito.

Lily Cole Model, imprenditore e mecenate della Fondazione per la giustizia ambientale

Chris Packham, naturalista inglese e presentatore televisivo, Regno Unito

Dr Susie Orbach Consultant psicoanalista, The Balint Consultancy, UK

Prof Joy Carter CBE Vice Cancelliere, Università di Winchester, Regno Unito

Prof Jayati Ghosh Jawaharlal Nehru University, Nuova Delhi, India

 

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